L’ultimo rombo di motori, BBVezio giunge al capolinea: “La fine di un’era”
A raccontarci questa lunga avventura è Pierangelo Beltrami, tra i promotori di questo storico incontro, uno dei più importanti d’Europa di moto inglesi
Era il 1987 quando un gruppo di amici centauri decise di organizzare un raduno per appassionati di motociclette inglesi. Un’avventura, quella di BBVezio durata quasi quarant’anni e che oggi giunge al termine.
A comunicarlo con “un po’ di nostalgia e tristezza” sono gli organizzatori. La decisione, scrivono, “non è stata presa a cuor leggero”. A raccontarci il tempo che è sfrecciato fino al capolinea è Pierangelo Beltrami, Peo per gli amici, in particolare quelli con i quali ha dato il via a quest’incontro, ormai divenuto storico.
Scaldiamo i motori… Da cosa è nata la volontà di creare un simile evento?
Il tutto nasce verso la metà degli anni ’80. A Vezio esisteva un’associazione che gestiva la squadra di calcio e organizzava le tradizionali feste campestri. Tuttavia quegli eventi erano uguali un po’ dappertutto e volevamo quindi organizzare qualcosa di diverso. Ma cosa?
In quel periodo un gruppo di amici appassionati e proprietari di moto inglesi che partecipavano a diversi raduni in altre regioni e paesi – in particolare Svizzera tedesca e Italia – hanno deciso di proporre un evento simile nella nostra regione. Insieme ad Abele Mercolli, Ivano Notari, Eric Notari, Max Minini, Romeo Minini, Enzo Minini, Claudio Tami, Valentino Postizzi, Stefano Hujo e Adriano Boscari e coadiuvati dai membri della locale società di calcio, abbiamo portato a Vezio una versione malcantonese dei raduni di appassionati, e nel contempo amici, di questi meravigliosi mezzi di trasporto di provenienza anglosassone. II primo incontro è avvenuto nel 1987.
Saltiamo in sella ai ricordi. Ci racconti del raduno: come si svolgeva solitamente?
Il raduno era strutturato su tre giorni. Il venerdì a fine pomeriggio iniziavano ad arrivare i partecipanti (non era necessaria nessuna iscrizione – e ognuno arrivava quando voleva), poi con un aperitivo e una cena (vi era un menù organizzato oppure potevano far capo a cibi alla griglia) – e infine vi era un concerto e la festa.
Al sabato mattina dalle 6.30 era organizzata una colazione e poi nella mattinata i partecipanti giravano un po’ autonomamente nella zona oppure discutevano tra di loro sui vari aspetti meccanici delle loro moto. A mezzogiorno vi era un pranzo seguito da un giro con tutte le moto per le strade del Malcantone; a metà giro si cercava di organizzare una visita a qualche cosa di particolare (ad esempio: La Miniera d’oro di Sessa, cantine del Malcantone, il nucleo di qualche villaggio, ecc.). Prima del rientro a Vezio vi era un aperitivo offerto a tutti – organizzato sul tracciato del giro in qualche angolo suggestivo (ad esempio alla chiesetta S.Maria di Iseo, oppure nella zona di Caroggio, o in qualche nucleo…). Il sabato sera vi era poi la cena (tradizionalmente a base di polenta – sempre molto apprezzata) e poi musica fino alle ore piccole.
La domenica mattina dalle 6.30 vi era la possibilità di far colazione – dopodiché i partecipanti partivano per rientrare ai loro domicili o continuare il viaggio. Più o meno verso mezzogiorno della domenica la maggior parte degli appassionati era partita. Tutti gli appuntamenti non erano limitati ai possessori di moto inglesi ma anche la popolazione locale si aggregava volentieri.
Ai partecipanti veniva offerta la possibilità di piazzare delle tende vicino alla zona della festa oppure di pernottare presso la sala della protezione civile di Vezio; molti alloggiavano anche in alberghi o in B&B della regione.
Oltre a una buona dose di avventure, vi era anche un piccolo souvenir che i partecipanti si portavano a casa… Sì, sin dal 1987, ai partecipanti veniva consegnata una piccola targhetta con l’incisione dell’anno del raduno. Questa piccola targhetta poteva essere aggiunta allo stemma formando una specie di catena.
Quanti motociclisti ha raccolto la vostra manifestazione e da quali nazioni?
Nel corso degli anni, Vezio e stato visitato da un numero notevole di motociclisti di tradizione anglosassone, e non solo. Generalmente quasi tutti gli anni, i partecipanti provenivamo, oltre che dal Ticino, praticamente da tutti i cantoni della Svizzera, nonché da Italia (zona Milano – Roma – Torino – Firenze – Genova -Venezia), Germania, Austria, Belgio, Francia, Olanda, Inghilterra. La nostra banca indirizzi contiene i nomi di oltre 700 motociclisti e se aggiungiamo tutti i partecipanti che non ci hanno lasciato il loro recapito possiamo affermare che Vezio era diventato uno dei raduni di moto inglesi più importanti d’Europa.
Nel tempo si è dunque creata una comunità attorno a BBVezio Esatto. Nel tempo si è creata una comunità, tanto che le date per il nostro raduno, venivano concordate con le atre manifestazioni di questo tipo negli altri paesi europei. Noi abbiamo sempre voluto mantenere una data fissa nel secondo fine settimana di giugno. In sostanza gli altri raduni si adattavano a noi.
Alcune volte abbiamo ricevuto la richiesta di spostare la data del raduno: non per nient’altro, ma perché la meteo non era molto amica; in effetti, durante le nostre 37 edizioni, possiamo affermare che unicamente in due o tre non ha piovuto – comunque malgrado la pioggia e alcuni anni anche il freddo i partecipanti arrivavano numerosi.
Quali le sfide più impegnative e la soddisfazione più grande?
In generale la sfida principale era quella di poter mantenere la filosofia iniziale durante tutti gli anni e questo malgrado l’avanzare del tempo. A livello organizzativo è stato nel 1998/1999, quando da parte dei dirigenti inglesi del Norton Owner’s Club (club che conta più di 5500 soci in 42 paesi al mondo) abbiamo ricevuto la richiesta dell’organizzazione dell’ultima edizione del secolo scorso, dell’International Norton Rally. È stata una richiesta che ci ha reso orgogliosi e che ha dimostrato l’apprezzamento del nostro evento e delle nostre capacità organizzative. L’abbiamo accolta con entusiasmo e ci siamo messi all’opera per la realizzazione. Questa si è svolta dal 20 al 23 agosto 1999. In queste date abbiamo ospitato oltre 200 motociclisti provenienti da praticamente tutti i paesi europei e alcuni anche dall’Africa del nord. Ancora oggi ci ricordiamo le interminabili serate trascorse con gli amici arrivati dalla Scozia con i loro tradizionali “kilt”. L’evento era ancor più importante in quanto si è svolto a 100 anni dalla nascita della moto Norton che fu fondata a Birmingham da James Lansdowne Norton.
Interrompere questa tradizione annuale non è stata una decisione presa a cuor leggero. Può approfondire le ragioni che vi hanno spinti in questa direzione?
È stato molto difficile! La nostra filosofia è sempre stata quella di mantenere la caratteristica per la quale i partecipanti (che alla fine sono poi diventati anche amici oltre il nostro evento) potessero venire da noi con le loro moto inglesi “vecchie” (che questo presupponeva anche una certa dose di avventura per arrivare da noi – tanto è vero che spesso e volentieri diversi partecipanti hanno dovuto risolvere dei problemi meccanici durante il viaggio) – pertanto durante il nostro raduno vi era il tempo per ammirare e apprezzare moto altrui e vi erano molti scambi di opinioni, idee, consigli su come sistemare eventuali problemi meccanici – e magari anche la sistemazione di qualche guasto che era avvenuto durante il viaggio.
Con il passare del tempo e l’avanzare dell’età, alcuni partecipanti non hanno più potuto partecipare. Questi venivano “sostituiti” da altre persone più giovani ma con una mentalità e moto più “moderne”. Oltre a ciò anche l’età di noi promotori avanza, e malgrado siamo comunque ben sostenuti da molte forze giovani – l’organizzazione di tutto l’evento richiede uno sforzo organizzativo non indifferente – questo non solo durante i giorni dell’evento, ma anche prima e dopo.
Sostanzialmente la partecipazione (in numero) è sempre stata buona, ma la nostra filosofia iniziale si trasformava sempre di più. Pertanto, prima che venisse snaturata, abbiamo deciso di mettere un punto. Questo non significa che in futuro non faremo più qualche manifestazione legata alla moto – ma dovremo trovare un nuovo concetto.
Domanda scontata: Quale è stata la reazione alla notizia?
Poco prima di Natale abbiamo informato tutti i partecipanti della nostra decisione (noi tutti gli anni inviamo personalmente a tutti i partecipanti – di cui avevamo gli indirizzi – gli auguri di Buone Feste); abbiamo ricevuto molti messaggi di ringraziamento, ma pure messaggi di incredulità e inviti a rivedere la nostra decisione.
In conclusione, cosa ha rappresentato per voi questo appuntamento e cosa vi mancherà di più?
Per noi questo appuntamento, malgrado lo sforzo organizzativo, rappresentava un momento molto atteso sia per rivedere amici, ma soprattutto apprezzavamo la gioia dei partecipanti di scambiarsi idee/opinioni. Anche la partecipazione e l’interazione con le persone della zona era molto gradita da tutti. Oltre che all’aspetto puramente sociale e festaiolo era la possibilità di poter far conoscere anche la nostra regione. Da segnalare pure che oltre le date del nostro incontro, molti partecipanti ritornavano a Vezio e nella zona anche in altri periodi dell’anno per passare qualche giorno con le loro famiglie. Questo ha contribuito sicuramente anche a generare un indotto per le strutture turistiche della zona.
Nella comunicazione che abbiamo trasmesso a fine dicembre ai partecipanti concludevamo con la seguente frase “Le emozioni e la passione che ci hanno uniti in questa straordinaria storia su due ruote rimangono indelebili nei nostri ricordi; il legame con voi resta immutato, Vezio vi aspetta sempre”.
Malva Cometta Leon